Un brevetto da yacht non si conquista soltanto in aula d’esame. Per l’amministrazione marittima britannica (MCA), i cui titoli restano il riferimento del settore, si conquista prima di tutto in giorni: giorni di navigazione, di stand-by, di cantiere, ciascuno contato secondo una definizione precisa. Il documento che li prova è l’attestato di servizio in mare, il sea service testimonial. Quando una domanda di brevetto fallisce, raramente fallisce sull’esame. Fallisce su questo foglio.
Gli enti incaricati di verificare gli attestati vedono ogni stagione gli stessi problemi: date mancanti, periodi che si sovrappongono, firme assenti o non ammissibili. Ogni errore rimanda la pratica al marittimo, a volte mesi dopo, quando chi doveva firmare ha lasciato lo yacht e non risponde più.
Cosa deve provare l’attestato
La MCA non conta «il tempo passato su uno yacht». Distingue quattro categorie, che non possono sovrapporsi:
- Il servizio effettivo in mare: i giorni di navigazione, compresi l’ancoraggio e i transiti fluviali che fanno parte di un passaggio. Una giornata conta se lo yacht ha navigato per almeno quattro ore su ventiquattro, con la propulsione principale in funzione.
- Lo stand-by: il tempo in porto, con la nave pienamente operativa, tra due viaggi. Si conta a blocchi di 14 giorni consecutivi al massimo, e mai oltre la durata del viaggio precedente.
- Il servizio in cantiere: costruzione, refit, riparazione, in acqua o a secco.
- Il servizio a bordo: la durata complessiva dell’imbarco sullo yacht, come risulta dal contratto.
Le categorie non hanno lo stesso peso. Per il brevetto di ufficiale di guardia (OOW) yacht sotto le 3.000 GT servono 365 giorni in totale, di cui almeno 250 di servizio effettivo in mare. Il resto può venire da stand-by e cantiere, quest’ultimo limitato a 90 giorni. Lo yacht deve inoltre misurare almeno 15 metri di lunghezza di bordo libero. Un inverno intero in refit non sostituisce una stagione di navigazione, e l’attestato deve permettere di verificarlo riga per riga.
Chi firma, chi verifica
La firma spetta al comandante. A seconda dei casi possono firmare anche il primo ufficiale, il direttore di macchina, l’armatore o il gestore. Una regola non ammette eccezioni: nessuno firma il proprio attestato. Il tempo di mare di un comandante deve essere confermato dall’armatore o dalla società di gestione dello yacht.
Per una Notice of Eligibility o per il rinnovo di un brevetto, l’attestato deve poi essere verificato da un ente riconosciuto, in pratica la Professional Yachting Association (PYA) o il sindacato Nautilus. La procedura è ormai interamente digitale: il marittimo compila il modulo online e lo invia al firmatario, che conferma con firma elettronica. La pratica viene poi esaminata e approvata, oppure rinviata con richieste di chiarimento. Contate fino a 25 giorni lavorativi. Una domanda inviata alla MCA senza questa verifica accumula mesi di ritardo.
Gli errori che fanno respingere una pratica
La maggior parte dei rifiuti dipende da dettagli formali, che si correggono a monte:
- Date incomplete. L’attestato riporta sempre una data di inizio e una di fine, anche per chi è ancora imbarcato o ha un contratto annuale. È quel periodo il riferimento del calcolo.
- Periodi sovrapposti, tra due attestati o con servizio già registrato.
- Un totale superiore alla durata dell’imbarco. Il servizio dichiarato non può superare il periodo contrattuale.
- Una rotazione spezzettata. Chi lavora a rotazione redige un solo attestato per tutto il tempo sulla nave, indicando lo schema di presenza a bordo.
- Definizioni applicate male. Coperta e macchina hanno ciascuna le proprie definizioni MCA. Rileggetele prima di inviare il modulo al firmatario.
- Un documento frammentato. Le pagine di uno stesso attestato vanno in un unico PDF leggibile.
La regola più utile sta in una frase: fate verificare il vostro tempo di mare prima di sbarcare. I comandanti cambiano yacht, gli indirizzi cambiano, e così le società di gestione. Un attestato che nessuno può più firmare è una stagione persa.
Il ruolo del gestore
Per l’armatore e il suo ship manager, l’attestato non è una formalità da sbrigare a fine contratto. Impegna la firma di bordo, e deve concordare con gli altri registri: giornale di bordo, ruolo d’equipaggio, contratti d’imbarco, registri delle ore di riposo. Un attestato che dichiara 200 giorni di mare quando il giornale di bordo ne mostra 150 espone il firmatario quanto il marittimo.
È anche la società di gestione a firmare per il comandante. Deve quindi disporre di registri completi e archiviati, senza dipendere dalla memoria di chi ha lasciato la nave. È uno degli aspetti della nostra gestione equipaggi e conformità MLC, in continuità con i diritti che la convenzione riconosce al marittimo e che abbiamo illustrato in MLC 2006: i tuoi diritti a bordo.
Dal lato del marittimo, conservate una copia di ogni attestato verificato, dei contratti e dei registri. È ciò che un gestore vi chiederà alla prossima candidatura, e ciò che potete tenere aggiornato nell’area marittimi Cursorio invece di ricostruirlo a ogni imbarco.