Zona sconosciuta: ancoraggio e velocità senza errori

Cinque nodi, posidonia, ordinanze locali: come un comandante verifica ancoraggio e velocità in una zona che non conosce.

9 giugno 2026 · 4 min di lettura

Ogni comandante conosce la situazione. La nave si avvicina a una baia mai frequentata, il programma del giorno impone una sosta e subito sorgono due domande: a che velocità posso avvicinarmi alla costa e dove ho il diritto di dare fondo? Nel mondo dello yachting, dove la navigazione è soprattutto costiera e le soste si susseguono secondo i desideri dell’armatore, queste domande tornano ogni giorno. La risposta facile — «cinque nodi entro i trecento metri» — non basta più. Nel Mediterraneo in particolare le regole locali si sono moltiplicate e inasprite, e l’improvvisazione si paga ormai a caro prezzo.

Tre livelli di regole che si sovrappongono

Per orientarsi bisogna vedere la normativa marittima come tre livelli sovrapposti. Il primo è internazionale: il COLREG, il regolamento per prevenire gli abbordi in mare, si applica ovunque e sempre — la base comune del comandante. Il secondo è nazionale: ogni Stato fissa regole generali — in Francia, la nota fascia costiera dei 300 metri. Il terzo, il più insidioso, è locale: ordinanze delle autorità marittime, regolamenti comunali, norme dei parchi marini e delle aree protette. È questo livello che cambia da una baia all’altra, che muta ogni stagione e che proprio non si conosce quando si scopre una zona. La regola d’oro: il locale prevale sempre sul generale, ed è il locale che bisogna cercare attivamente.

La velocità: la fascia dei 300 metri e le sue sovrastrutture

In Francia la velocità è limitata a 5 nodi entro la fascia dei 300 metri misurata dalla riva — un limite generale e permanente, valido anche senza alcun segnalamento, che corre anche attorno a isole, isolotti e scogli affioranti. Attenzione: il limite della riva varia con la marea, perciò con forti coefficienti la fascia dei 300 metri si sposta. Il prefetto marittimo può inasprire le regole in zone precise — canali, aree di balneazione, riserve — e l’imboccatura dei porti impone spesso i propri limiti. In Italia il quadro è analogo, ma i limiti li fissano le ordinanze delle capitanerie di porto, che variano da tratto a tratto. La sanzione non è simbolica: in Francia fino a sei mesi di reclusione e 3.750 euro di multa per un semplice eccesso di velocità costiero.

L’ancoraggio: la fine dell’improvvisazione nel Mediterraneo

È sull’ancoraggio che il panorama è cambiato di più. Per proteggere la prateria di posidonia — un ecosistema che ricresce di pochi centimetri all’anno — la prefettura marittima del Mediterraneo ha costruito, a partire dall’ordinanza quadro del 2019, una rete di provvedimenti che vietano l’ancoraggio delle navi di 24 metri e oltre sulle praterie. In pratica un grande yacht deve oggi restare fuori dalla posidonia oppure usare una zona di ancoraggio organizzata o un campo boe autorizzato; perfino il posizionamento dinamico è regolamentato. Le sanzioni arrivano a 150.000 euro, con pene detentive e divieto di navigare nelle acque francesi. I vicini applicano la stessa logica: alle Baleari il decreto 25/2018 vieta l’ancoraggio sulle zone «rosse» e «gialle» di posidonia, con multe fino a due milioni di euro e una flotta di sorveglianza dedicata d’estate; in Italia sono le ordinanze delle capitanerie a fissare i divieti a livello locale. Ovunque il riflesso è lo stesso: non si dà più fondo «a occhio».

Il metodo del comandante: informarsi prima di ancorare

La buona notizia è che tutte queste informazioni sono pubbliche e accessibili — a patto di cercarle prima di arrivare, non quando l’ancora è già sul fondo. Ecco i canali da incrociare sistematicamente:

FonteCosa fornisce
Carte e Portolani (IIM / SHOM / Admiralty)Natura dei fondali, zone regolamentate, pericoli
Avvisi ai naviganti settimanaliCorrezioni delle carte, gratuite online
Avvisi urgenti ai naviganti (AVURNAV)Relitti, lavori, zone chiuse (VHF 16, NAVTEX, siti istituzionali)
Siti delle autorità marittimeOrdinanze in vigore, per zona, scaricabili
App DONIACartografia precisa dei fondali: verde = posidonia, ancoraggio vietato
Capitaneria / agente localeRegole del giorno, avvisi in vigore, campi boe disponibili

Alcuni accorgimenti fanno la differenza. Chiama la capitaneria via VHF prima di entrare: conosce gli avvisi del giorno meglio di qualsiasi carta. Consulta il sito dell’autorità marittima la mattina della partenza — un’ordinanza può essere appena emanata. Leggi il fondale sullo schermo prima di filare catena: su DONIA il verde significa no. Oltre i 24 metri, prenota un ancoraggio organizzato o un corpo morto autorizzato, e fallo presto in stagione. Diffida del «l’anno scorso si poteva»: le regole sono cambiate più in fretta delle abitudini. Infine, annota per iscritto perché hai ancorato lì: in caso di controllo, una decisione documentata ti protegge.

Informarsi su una zona sconosciuta non è una formalità burocratica: è una competenza professionale a tutti gli effetti, al pari del routing o della meteo. Il comandante che incrocia le fonti prima di ridurre l’andatura o di dare fondo trasforma una zona d’incertezza in navigazione controllata — e mette l’armatore al riparo dalla multa, dal fermo e dal fascicolo che finisce davanti a un giudice. È proprio questa vigilanza normativa, condotta da terra e sempre aggiornata, a distinguere un’operatività serena da una esposta.

Di

Jean Pousthomis

Master Mariner · STCW II/2 unlimited · Founder & DPA, Cursorio

Capitano di lungo corso, fondatore di Cursorio. DPA esternalizzato per superyacht privati detenuti direttamente o tramite family office.

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